Addio Google+

Il 2 aprile, è stato il giorno di chiusura definitiva di Google+. Il social network di Big G non è riuscito a fare presa sugli utenti e così, dopo soli otto anni di vita, l’azienda ha deciso di abbandonarlo definitivamente. Complice una falla nella sicurezza che ha interessato 500mila utenti.

Ma considerando che alcune piattaforme ormai appartenenti al passato, primo tra tutti MySpace, sono ancora attive nonostante si siano trasformate ormai in silenziosi cimiteri di account, certo fa strano pensare che non vedremo più comparire tra i principali social a disposizione quella «G-più» su sfondo rosso.

La società ha giustificato la decisione «a causa del basso utilizzo e delle sfide per tenere in piedi un prodotto di successo che incontri le aspettative degli utenti».

La verità, probabilmente, è che quella falla è stata davvero invasiva e che quindi è giunto il momento di dire addio a Google+.

Ecco quindi una guida facile e veloce per prepararsi alla chiusura del servizio ma prima è necessaria una precisazione. A chiudere sarà solo il servizio Google+ e non quindi Gmail, Google Foto o ogni altra piattaforma del colosso di Mountain View. Anche il nostro profilo Google rimarrà inalterato.

Addio Google+

Addio Google+

 

Cosa perdiamo e come salvarlo

Il 2 aprile i server cancelleranno tutto ciò che è presente su Google+ vale a dire il nostro profilo e le foto e i video che abbiamo salvato negli album. Ma niente panico. Visto lo scarso uso che molti di noi ne hanno fatto, probabilmente non ci sarà nulla di postato. Per esserne sicuri comunque basta aprire il sito di Google+ dal computer tramite questo link. A questo punto possiamo scegliere di salvare ciò che ci interessa e volendo spostare i file su Google Foto, iCloud, Flickr o qualsiasi altra piattaforma fotografica.

Come scaricare tutti i nostri dati

Per chi faceva un uso intensivo del social, Google permette di scaricare un pacchetto con tutti i dati. Basta andare a questo link, selezionare tutti i dati che ci interessa scaricare, premere Avanti e quindi scegliere il formato con cui scaricarli (.zip va benissimo), la dimensione (mettiamo 50 Gb per essere sicuri) e come riceverli. In questo ultimo caso potremo scegliere, se li abbiamo, di caricare i dati direttamente in un altro servizio di cloud come Dropbox, Box, Drive o OneDrive. Per molti di noi (la maggior parte, a ben vedere) la chiusura non comporterà nessun cambiamento. Semplicemente non potremo più postare contenuti sul social ma visto che pochi lo facevano quando era a pieno regime è difficile che ne sentiranno la mancanza proprio ora.

 

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